Wednesday, 11 April 2007
Da Gufetto.it articolo di Ilario Pisanu
Primo parallelo” è una stella bianca nel firmamento indie, suonato divinamente e che conferma una volta di più la grandissima attitudine musicale dei NHE, e il loro innato talento.
Gli Hic Niger Est sono una band formata nel 2001 a Castrano (Lecce), provenienti quindi dal Salento, zona fervidissima dal punto di vista musicale. Dopo l’ottimo esordio dell’omonimo album autoprodotto nel 2004, gli HNE tornano con un nuovo album sotto l’ala protettrice della EtnoWorld: “Primo parallelo”. Di bianco vestito “Primo parallelo” si ripropone di creare un parallelo tra musica pop-rock italiana e contaminazioni d’oltremanica. Prodotto dal grande Giorgio Canali, “Primo parallelo” musicalmente non si discosta troppo dal precedente lavoro, impregnato di suoni striduli, acidi e di una buona dose di melodia che si uniscono a testi che escono fuori dall’ordinario, che parlano di isteria, schizofrenia (permettetemi l’appunto: passi la K, ma schizofrenia va con una “z”), ipocrisia, democrazia, indifferenza, distruzione, resistenza, morte e passione. “Fai quel che il prete dice/ non quel che il prete fa” è l’efficace frase del brano “Come il prete dice”: un isterico capolavoro musicale e di testo che è il fiore all’occhiello dell’intero album. “Ma che gioia vederli così/ miseri schiavi moderni/ uomini divenuti animali domestici/ sacrificare la vita per una carezza”. “Primo parallelo” è però pieno zeppo di piccole pietre preziose, spigolose e lucenti come diamanti, illuminanti e splendenti come la copertina dello stesso Cd. “Bla bla bla” è una tinta acida che si sgola: “Tu sei il male che non comprendo/ peccato quanto tempo ho perso/ sdraiato su una vecchia armonia”, mentre la title-track è da brivido: “…abbandonato nell’estrema finzione perdo l’equilibrio/ lentamente mi adagio/ soffermandomi su piccoli particolari verdi”. Deliziosa è “Dissonanza”: “Hai lavato la tua coscienza/ per l’occasione… E’ Natale”. Sempre sgolata e aggressiva. “Pianoforte” si sdraia su una matrice fittissima di chitarre acide per risplendere ancor di più in un finale musicale da brivido. Dal sapore vagamente Litfiba degli esordi è “Mi This piace”, che gioca su una assonanza di pronuncia: “Scavo, cercando quello che io ho nascosto/ e trovo cenere che il tempo rende”. “E fuori 2” è l’unico brano smussato dalle spigolosità acide, mentre chiude il Cd la prolissa “Rimembranze”, circa 8 minuti e mezzo di goduria sessuale sulla spiaggia. Insomma, a conti fatti “Primo parallelo” è la prosecuzione naturale del precedente lavoro omonimo: stessa grinta, stessa potenza e forza, stessa voglia di stupire, di gridare a squarciagola i dolori dell’esistenza, delle angosce quotidiane, ordinarie e straordinarie. “Primo parallelo” è una stella bianca nel firmamento indie, suonato divinamente e che conferma una volta di più la grandissima attitudine musicale dei HNE, e il loro innato talento. “Movimenti meccanici, prevedibili/ sbottano sotto i miei occhi/ urla clonate prive di vita/ pretendono di essere ascoltate”.
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