Saturday, 23 September 2006

I RECIDIVI "Strane Costellazioni e/o Altri Mondi" (Ethnoworld): articolo di Simone Ungaro su "Sensorium.it"
La prima cosa che noto quando mi capita per le mani "Strane costellazioni e/o altri mondi", il primo lavoro (dopo il demo di rito) de I Recidivi, è la classificazione con cui definiscono la propria musica: Surreal Beat Garage Band... Mi dico: "O questi sono presuntuosi ed egocentrici da far invidia a Renato Zero oppure sono del tutto idioti...". Al primo ascolto arriva la smentita: non solo la sopraindicata classificazione è azzeccata come il cacio sui maccheroni, ma appare chiaro che è l’intelligentissimo frutto di grande ironia e autoironia... Una chitarra tagliente, vicinissima alle acidità lisergiche di fine ’60 e del decennio successivo, incredibili tastiere figlie legittime di un certo Manzarek, una parte ritmica accurata e puntuale in bilico tra prog e psichedelia, sono i protagonisti di un caos musicale organizzato su strutture poppeggianti, caos su cui si appoggia la voce estremamente teatrale del cantante e dove tutto si incastra a meraviglia, ogni singola nota è al posto giusto. Ciò che maggiormente impressiona della proposta in questione è quanto riesca a restare coerente nonostante le infinite variazioni tematiche e musicali: le atmosfere spaziano da momenti più tipicamente rock ad altri con sonorità funk, ska, reggae, fino alla pura follia psichedelica o al sopravvento dell’organo o del beat dei Sixties...Insomma, un calderone che, se male espresso, rischiava di essere l’ennesimo inutile 'di tutto un po’', ma che i nostri dotano di vita propria con capacità tecniche e interpretative da far invidia a molti. I testi, rigorosamente cantati in italiano, meritano una nota a parte. A metà strada tra il surreale, il nonsenso leariano, e la filastrocca barrettiana sono pervasi da una sottile ironia che si fonda però su un velato disagio sociale. Anche le metriche, ricercatamente claudicanti e sbilenche, rientrano in quel tipo di filosofia teatrale, disordinata, più atta a creare dubbi che certezze. Non staremo qui a citare un pezzo piuttosto che un altro. Ovvio, ci sono quelli che 'suonano' di più, ma tutti i tredici brani di "Strane costellazioni e/o altri mondi" meritano l’ascolto: un lavoro che non scende a compromessi con mode e attitudini commerciali, un lavoro che non faticherà a spopolare negli ambienti 'underground', ma che difficilmente troverà spazio nei circuiti maggiori, un bellissimo lavoro Surreal Beat Garage.
I RECIDIVI
PCD007 - I RECIDIVI 'STRANE COSTELLAZIONI E/O ALTRI MONDI'
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