Friday, 15 September 2006
Dinamo Folk Rock Band: "Profili profani" Gaudiosa band di combat folk, sa il fatto suo, diverte e picchia come si deve, mette stamina in corpo e voglia di saltare. Il disco, dal canto suo e convincente e loro sono bravi. Resta solo un po' il sospetto che il tempo per il combat folk sia ormai irrimediabilmente passato. Sė, ancora valido come base, come scala d'accesso per il palco, come sistema per farsi comunque ascoltare (e infatti il loro disco si ascolta con piacere), ma mi sembra sia necessario andare un passo oltre. Potrei sbagliarmi ma la Dinamo Folk Rock Band ha l'energia per farlo.
EWR007 - DINAMO FOLK ROCK BAND 'PROFILI PROFANI'
Crifiu: "Tra terra e mare" Oltre a dare un bonus alla copertina del promo che ci č arrivato (un'antica carta nautica, di dimensione superiore di un terzo alla normale copertina di un cd, con all'interno un'esauriente spiegazione sull'opera), il bonus lo "sprechiamo" anche per il cd che, pure se deve qualcosa ai Sud Sound System, a loro volta salentini e impegnati in un recupero di atmosfere folk in salsa reggae, ha le gambe sufficientemente robuste per marciare da solo. Basta che sappiate cosa vi aspetta. Il brodo di coltura č quello, con partecipazioni di Francesco Moneti dei MCR, degli imprescindibili Fratelli Severini, ossia i Gang e di Fabio Losito dei corregionali Folkabbestia. "Cecilia", un classico popolare rivisitato č il pezzo forte, ma il cd č anche benaltro, con parentesi elettriche e citazioni abbondanti di poeti. Disco, forse in parte ancora da sgrezzare, ma assolutamene da non trascurare. Vivace e colorato. Fiducia ai Crifiu.
EWR006 - CRIFIU 'TRA TERRA E MARE'
Stefano Scala: "Unsui. Il sentiero dei bambų" E' una musica che sa di bambų. Musica molto rarefatta, d'ambiente, con brani molto lunghi che portano suoni naturali. come lo scorrere dell'acqua, il frusciare del vento, i movimenti delle foglie, il respiro del bosco, uniti a strumenti tradizionali di altre culture: dallo xilomarimba al shakuachi, dal mu-yu al shamisen, dai gong a mammelle alla burna bells. Stefano Scala, ricercatore musicale italiano, suona praticamente tutti gli strumenti, con l'ausilio di due musicisti, uno giapponese, esporto di musica per flauto dolce giapponese (shakuachi) e l'altro franco-cinese, polistrumentista specializzato in musica folclorica cinese. L'effetto all'ascolto č spiazzante., Bisogna essere preparati. Si viaggia da vette sublimi a un velo di noia, ma il giudizio č globalmente favorevole. Sapendo cosa si va ad ascoltare il respiro ampio della musica prende il sopravvento.
PCD2081 - STEFANO SCALA 'UNSUI'
|