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Wednesday, 26 May 2004
Le radici del gruppo YAMPAPAYA hanno origine nel 1984 quando David Hoffmann, cantante e chitarrista, figlio di un diplomatico americano si trasferisce in Cina. Lė, nei corridoi dell'Universitā di Pechino, forma un gruppo multietnico con musicisti orientali, occidentali e africani conosciuto come "Bejing Undreground". Questa formazione ottiene un grande successo durante la tournče organizzata con l'Ente per lo Sviluppo della Cultura e dell'Arte e la Societā Filarmonica Centrale Cinese. Lo scopo umanitario-sociale della tournče č a favore dei portatori di handicap. Dopo questa esperienza il gruppo si orienta su uno stile musicale propriamente multietnico un insieme di ritmi diversi con testi originali in lingua inglese, francese e dialetti africani tra cui "Lingala" e "Suahili". La Band viene definita come il miglior crogiolo di ricerca musicale, pieno di energia e con la perfetta combinazione di armonia e ritmi di diversi paesi. Nel 1986 David Hoffmann con alcuni componenti del gruppo approda a HONG KONG e continua a sviluppare il suo "Laboratorio Musicale" cambiando successivamente il nome del gruppo in AFROZILLA, poi in ADO prima di prendere l'attuale e definitivo YAMPAPAYA, termine tailandese che significa "INSALATA MISTA PICCANTE", ed č sicuramente il miglior modo per descrivere la Band. Nel 1990 David torna negli USA, suo paese d'origine, con un componente africano, e sente il grande desiderio di lavorare, di confrontarsi, di elaborare con musicisti cubani, centro e sudamericani esplorando diversi ritmi e colori armonici come lo Zouk, il Calipso, il Reggae. Nel 1994 arriva in Italia, esibendosi in concerti e promuovendo la sua musica in tutta Europa. Per David Hoffmann č un lungo viaggio per avvicinarsi al meraviglioso ed affascinante continente africano. Il gruppo, oggi, č composto dai migliori musicisti africani, cubani, mediterranei, centro e sud americani in tour in Europa. Nel 1997 David Hoffmann con il suo progetto multirazziale YAMPAPAYA regala al pubblico europeo la sua nuova produzione artistica: "EYES TO SEE THE WORLD". |