Wednesday, 28 September 2005
 DALLA TOSCANA ALLA GRECIA; CON L’INDIA NEL CUORE Testo di Gabriella Incalza Kaplanova
I Tilak sono una band toscana dal sapore decisamente etnico che inglobano, nella loro musica, diverse suggestioni indiane. Tilak, che in hindi vuol dire fidanzamento, vuole rappresentere l’unione tra cultura occidentale e quella orientale; da li’, l’intenzione di accostare musicalmente le due culture. Quattro album all’attivo, l’ultimo, appena uscito, si chiama The incredible export guru. Francesco Landucci ha dato vita al progetto, di cui è ideatore, nel 1996; all’inizio accostando la musica del suo sitar alla poesia dell’indiano Rabindranath Tagore, fino ad arrivare alla produzione di Nutrimentoelettroacustico, un disco”strumentale, molto rock ma elettronico, con campioni di voci dall’india dall’australia e sample di tabla e percussioni”. Ma la vera svolta del gruppo è l’arrivo, dal secondo album, di Marina Mulopulos, cantante italogreca che caratterizza l’album con uno stile molto personale, accostando testi in greco, inglese e persino in Assiro (con fonetica araba) a suoni del mondo. Ma è l’India spesso e volentieri a farla da protagonista. Tutto nasce quando un giovanissimo Francesco vede la videocasseta del Monterrey International Pop Festival, dove, alla fine del concerto, Ravi Shankar suona davanti a un pubblico estasiato, tra cui jimi Hendrix, il raga Bhimpalasi. ”Non avevo mai visto cosi tanta energia nascere da poche note e montare fino ad esplodere dopo circa una ventina di minuti….un estasi totale”. Da quel momento inizia l’avventura sonora dell’artista Landucci,influenzato dalla musica. ”Ascolto un po’ di tutto, dalla musica classica indiana ed etnica in generale, all’elettronica dei musicisti angloindiani come Talvin Singh e Asian Dub Fondation.Mi piacciono Apex Twin, Apparat ma anche i sonic Youth. Marina, invece, è sempre alla ricerca delle novità elettroniche e post rock, ed adora i Dead Can Dance”. Un curioso connubio che ha dato vita a The Incredible export guru,un lavoro più elettronico rispetto ai precedenti. “un disco nato suonando insieme alle drum machine, ai synth ed al portatile, sincronizzando loop ed effetti e looppando in tempo reale saze e voci. Per questo ha uno stampo elettronico, anche se in realtà è tutto suonato. Con l’entrata nel progetto del virtuoso percussionista ed allievo tablista Matteo Scarpettini, il mo Sitar ha trovato le sue sorelline naturali…cioè le tabla. The incredible export guru è cosi una fusione magmatica tra elettronica ed etnica con sfumature che vanno dal rock alla drum&bass. C’è anche molto mediterraneo nel cantato greco di Marina e un sapore mediorientale dato dall’utilizzo del Saze, strumento a corde turco”.
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