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Tilak's cd "The incredible export Guru" is airplayed by british radios Lifefm.org.uk and Westsideradio.com

Il cd dei Tilak "The incredible export Guru" è programmato dalle radio britanniche Lifefm.org.uk e Westsideradio.com

TILAK INTERVISTATI DA 'ACID JAZZ'   PDF  Print  E-mail 
Wednesday, 28 September 2005

ACID JAZZ INTERVISTA I TILAK (intervista di Angelo Manganello)
Polvere di India e di computer
Elettronica ed etnica: due universi che sempre più spesso si incontrano e si fondono. Offrendo, sempre più spesso, dei risultati artistici di pregio. Anche in Italia, come dimostra l’ensemble toscano.

Il flirt dell’elettronica con le sonorità indiane e mediorientali non è una novità, e compilation di più o meno recente uscita e di diversa qualità dimostrano come i manipolatori di ritmi metropolitani trovino nel fascino di tali tipologie culturali ispirazione per la scelta di determinate soluzioni stilistiche. Il progetto Tilak va forse oltre, non limitandosi superficialmente a campionare ma esplorando l’universo musicale indiano con l’utilizzo di strumentazione tradizionale, da cui il leader Francesco Landucci fu fulminato sulla proverbiale via di Damasco…
“Una dozzina di anni fa un mio amico mi prestò la videocassetta di Monterey International Pop Festival. Al termine del concerto suonava Ravi Shankar. La sua performance mi trasmise una forte energia e la voglia di conoscere la sua musica. Iniziai così ad avvicinarmi alla musica classica indiana. Andai quindi in India, dove acquistai il mio primo sitar e presi le prime lezioni, iniziando a studiare con vari maestri. Ora, per problemi logistici, studio da autodidatta. Ho anche altri strumenti indiani come il sarod, o turchi come il saze, che utilizzo suonando in maniera non tradizionale. Tilak alla lettera significa “segno”,ed è quello che gli induisti si disegnano in fronte… C’è un raga che si chiama “Tilak Kamod” ed è il raga del fidanzamento… Mi piacque l’idea per un fidanzamento tra Oriente e Occidente.”

La cultura orientale non ha mai smesso di affascinare l’Occidente su più livelli di manifestazione artistica, sociale e poetica, tuttavia per Francesco, dopo aver approfondito vari aspetti religiosi frequentando ashram dove si cantavano e suonavano i bhajan, resta principalmente interessato agli aspetti musicali. Le influenze orientali e mediorientali si incontrano con gli schemi pop della musica elettronica occidentale e, perché no, del rock. Tilak si fa dunque portavoce di una commistione stilistica e culturale aperta e vivace.
“Ascolto un po’ di tutto, dalla classica indiana ed etnica in generale fino all’elettronica dei dj musicisti angloindiani come Talvin Singh, Fundamental o Trilok Gurtu. Sono fissato con Aphex Twin, mi piace molto Apparat, ma ho assorbito massicce dosi in passato (e spesso tuttora) di Sonic Youth, Primus, No Means No ecc. Marina Mulopulos, la cantante, è sempre alla ricerca di novità elettroniche, ma ama anche gli storici Kraftwerk, il post rock, l’indie rock. Ultimamente va fuori di testa per gli italiani Disco Drive.”

Come molti oggi, anche i Tilak hanno scelto di appoggiare sonorità etniche su ritmiche elettroniche, invece che tradizionalmente percussive…
“Utilizziamo un accoppiamento tra strumentazione elettronica del tipo drum machine, computer, synth e loop, tutto in sincronia MIDI  a  strumenti acustici quali il sitar, saze, tabla, darbuka, udu e, chiaramente, la potente voce di Marina. Praticamente un crossover massivo tra strumenti acustici ed elettronici. Il nostro palco dal vivo è un vero intreccio di cavi… Col tempo abbiamo razionalizzato e ottimizzato sempre di più la situazione live di modo che anche se dobbiamo suonare con altri gruppi riusciamo in breve a scablare e spostare la nostra strumentazione. Quando possiamo dal vivo diamo spazio anche a improvvisazioni completamente acustiche o con proprio un minimo di loop fatti in diretta su noi stessi, così non ci limitiamo a riproporre solamente i brani dei dischi, ma proviamo anche cose su cui stiamo lavorando.”

Anche se Francesco non è convinto che la strada dell’elettronica sia quella da percorrere per l’interezza della sua carriera, sicuramente su The Incredibile Export Guru la sua presenza si fa ancora più massiccia che in passato.
“Siamo amanti dell’elettronica, ci piace mischiarla con gli strumenti che suoniamo. Tilak nasce nel ‘96 come mio progetto di musica e poesia, cioè la recitazione delle poesie di Rabindranath Tagore tratte dalla raccolta Gitanjali, accompagnate dal mistico suono del sitar. Ad esempio il primo disco, Nutrimentoelettroacustico del 2000, è praticamente strumentale, molto rock, ma elettronico. Poi, con l’arrivo di Marina nel secondo disco Illusione, c’è stato un ritorno alle radici, dove l’uso dell’elettronica è meno preponderante o comunque non cosi evidente… Ad esempio per capirsi i bassi furono tutti suonati da Enrico Amendolia, attuale bassista di Malfunk e Baustelle. The Incredible Export Guru è un lavoro molto più elettronico rispetto ai precedenti, ma suonato anche con strumenti acustici, infatti hanno partecipato alle registrazioni del disco anche il talentuoso percussionista e allievo tablista Matteo Scarpettini e Pietro Riparbelli. Quest’ultimo cd, uscito per l’etichetta Ethnoworld, vuole essere una fusione magmatica tra elettronica ed etnica, con sfumature che vanno dal rock alla drum & bass. Puoi trovare anche un po’ di influenze mediterranee e mediorientali, apportate dal cantato greco di Marina e dall’utilizzo del saze, strumento a corde turco.”

Come più volte capita di sentire, anche per i Tilak c’è la percezione che l’Italia non sia un Paese facile dove distribuire musica di matrice etnica di una certa raffinatezza…
“Credo che all’estero ci sia più recettività. Per ora la nostra esperienza è quella di aver partecipato all’undicesima Biennale ad Atene di fronte a un calorosissimo pubblico. In più abbiamo collezionato vari passaggi radio a Berlino e Londra.”

Dunque la speranza è di apparire su qualche compilation molto famosa, che potrebbe risultare il trampolino di lancio definitivo per l’estero…
“In alcune delle edizioni di Buddha Bar ci sono delle belle tracce, mentre altre mi risultano del tutto indifferenti. Si tratta comunque di un’ ottima maniera per farsi conoscere, poiché questo tipo di selezioni hanno una distribuzione internazionale, e raggiungono le più disparate fasce di pubblico.”

Il futuro per Francesco Landucci comunque è fatto ancora di sperimentazione…
“Esploro differenti tipologie di sonorità. È uscito il singolo electro-80 “Like A Robot” del mio progetto The Main Course con Devid Lead, prodotto da Mari Più e distribuito da Self, poi “Blended”, sempre con Marina, elettro-pop su Compilation Blu Cammello. Infine ho appena terminato un lavoro in questi giorni, che mi ha impegnato per più di un anno. Credo che si intitolerà Sonata For Out Of Tune Vertical Piano & Computer. Nasce dalle registrazioni di un piano completamente fuori accordatura, abbandonato in una stanza del Centro Residenziale Basaglia (Unità Funzionale Salute Mentale Adulti), a Livorno. Con Tilak, dopo che Marina ha iniziato a fare degli studi di tecnica del suono della voce gutturale, diplofonie che ha approfondito con Gabriella Bartolomei, insegnante specializzata in ricerche vocali, stiamo lavorando a delle cose mantriche con berimbau, ang teu ing e altri strumenti… Vedremo cosa viene fuori.”

Comunque quello che presentiamo noi è un brano speciale…
“Sì, “Tika” è nata diversamente da tutti le altre track. Intanto è praticamente strumentale. Le tabla e la voce, solfeggio indiano, sono di Arup Kanti Das, tablista indiano che da anni vive a Milano. Spesso Arup veniva in Toscana, così ho avuto modo fare con lui qualche jam session e di registrarlo in studio. Da lì ho campionato e manipolato i loop che servivano per arricchire alcuni brani. Arup ha suonato anche con artisti internazionali come Sting o Antonella Ruggiero, ed è stato gentilissimo a farmi usare le riprese. Nel brano ho suonato, a modo mio, il sarod, un altro strumento indiano. Ho fatto con i file del brano un “ping pong” con il DJ e producer Denyo (Denio Barani), che attualmente collabora anche con diverse etichette, sperimentando sonorità ambient applicate a ritmi dance. Ci siamo scambiati le tracce dalla cui rileborazione e fusione è nata “Tika”… La polvere del Tilak!”

www.tilakmusic.com
TILAK
ELCD205 - TILAK 'THE INCREDIBLE EXPORT-GURU'

Last Updated ( Wednesday, 28 September 2005 )

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