Tuesday, 21 June 2005
Abbiamo incontrato Alessandro, cantante e fondatore della formazione, il quale ci ha parlato un pò del passato, presente e futuro dei pSedo aMorfeus
Ciao Alessandro, anzitutto raccontaci come si è formata la band...
L'attuale formazione proviene da un tortuoso percorso di selezione/collaborazione con diversi musicisti nel corso degli anni. Il progetto, come da biografia, inizialmente era solista. Dopo qualche mese Saio si è interessato molto alle prime canzoni ed è entrato a fare parte a tutti gli effetti di pSedo aMorfeus (inizialmente il nome era infatti il mio pseudonimo). Avevamo suonato per un anno circa in una formazione di musica molto sperimentale, in cui io ero batterista e Saio chitarrista acustico. Diablo proveniva da diverse esperienze cover, e ne era piuttosto stufo. Fu chiamato in sostituzione del primo chitarrista della band. Prese contatto con il gruppo tramite il batterista degli pSedo che suonò ad Arezzo Wave, perso 6 mesi dopo. Roger sostituì proprio quest'ultimo, rispondendo ad un annuncio su Internet. Dopo alcuni tira e molla e problemi tra i componenti, la formazione è stata confermata proprio all'inizio del 2005.
Cosa vuol dire il nome Psedo Amorfeus?
E' un nome che appunto soffre delle ambizioni degli inizi, quando non avevo ancora 20 anni e la mia mente era più sulle nuvole che sulla terra. Ho usato lo PSEDO come sigla di "Per Sempre ED Oltre", una frase rubata dal fumetto del Corvo che rendeva bene un forte senso di Eternità. Nell' aMorfeus, volli condensare molti significati, tra cui il rimando ad un Amore con la "a" minuscola, quindi più umile e non eterno sicuramente, a un Morfeo per quanto riguarda la dimensione notturna che ai tempi mi affascinava molto, al concetto di forma/non forma. In sintesi volevo dare un Nome e Cognome, uno riguardante la molteplicità, il passare del tempo, la varietà, il terra-terra insomma, l'altro riguardante l'Uno, l'eterno, Dio in pratica, proprio per un progetto che è sempre stato molto legato all'indagine del sopra/sotto, dell'uomo e dei propri idoli.
Il vostro CD d'esordio è prondo ormai da qualche mese ma viene distribuito solo adesso, a cosa è dovuto questo ritardo?
Ad essere sinceri, non avevamo di certo pensato che questo cd potesse essere distribuito. Ethnoworld era interessata a noi già da tempo, ma abbiamo voluto ben calibrare la scelta su come muoverci nella promozione. E il tempo è passato fin troppo velocemente. Di sicuro mentre lo presentavamo il 29 Gennaio al Rolling Stone di Milano, non pensavamo che qualche mese dopo avremmo firmato un contratto di distribuzione.
So che è antipatico fare riferimenti ad altri gruppi ma sei io dicessi che nella vostra musica ho trovato riflessi dei primi negrita , dei vecchi litfiba, molti csi di forma e sostanza nella prima track e un po di RED HOT CP mi sbaglio di molto?
Sono alcuni tra i gruppi che intervistatori/recensori/critici ci mettono spesso davanti. Gli altri più gettonati sono Renga, Battiato, U2. Sono del parere che se i riferimenti si sentono, non possono essere negati. So che Saio è sempre stato affascinato dalle atmosfere dei CSI, mentre Diablo ne è del tutto "nemico" e adora le ritmiche dei Red Hot. Ma parlare di riferimenti, da parte nostra, è forse eccessivo. Nostro riferimento credo sia la musica che ci ha cresciuti. Quindi si può trovare davvero di tutto.
Ascoltando il CD si capisce che date molta importanza al lato tecnico delle composizioni, avete frequentato una scuola di musica o siete autodidatti? Che importanza date alla tecnica strumentale?
Un mezzo non deve diventare un limite. La tecnica, a mio parere, deve essere il mezzo che permette di fare lavorare la creatività. Una volta che ci si basa solo sulla tecnica, la comunicazione si riduce a un monologo. Almeno questa è l'impressione che ho vedendo musicisti incredibilmente capaci, ma privi di gusto. Diablo ha studiato chitarra per molto tempo, Roger è il migliore batterista che abbia mai conosciuto, Saio non credo sia assolutamente un tecnico ma ha di certo gusto. Io l'unico strumento che ho studiato è stato batteria, ma molto tempo fa :) In ogni caso credo che la tecnica, intesa come sicurezza e precisione del proprio fare, sia alla base di ogni percorso professionale.
Cosa influenza di più i vostri testi?
In questa band la stesura dei testi ha sempre avuto molta importanza. L'unica influenza di cui mi preoccupo ultimamente è sinceramente la comunicabilità. Voglio che un testo comunichi direttamente, senza nascondersi dietro a immagini improbabili o a virtuosismi calligrafici. Se si intende invece quali siano i motivi, i temi dello scrivere, direi che l'argomento privilegiato è l'uomo, nei suoi sbagli, nella propria attualità, nella sua stupidaggine e nella sua meraviglia. A livello di stile, sto cercando la semplicità. Non so a chi potrei riferirmi. Di sicuro i cantautori italiani (De Andrè, Battiato, ultimamente apprezzo anche alcuni testi vecchi/nuovi di Vasco Rossi) sono i miei preferiti.
Quali sono (se ne avete) le vostre letture abituali?
Posso parlare solo per me. Non leggo molto, sono sincero. Leggo soprattutto a livello universitario, di cinema in particolare.
Cosa vuol dire "non la sopporto più la gente con il male di vivere"?
E' una frase piuttosto audace per l'inizio di un cd. In primis, l'impaccio sintattico è evidente (scorreva molto meglio "non sopporto più la gente con il male di vivere") proprio perché la non sopportazione può giustificare l'immediatezza di un errore di parlata regionale. Ci si riferisce a quelli che scambiano la sensibilità per il disagio, a chi si lamenta soltanto senza aver mosso un dito, agli immobili che spesso si ritengono "artisti" proprio per il loro malessere esistenziale. In una canzone che parla di musica, volevo riferirmi appunto a chi fa il gioco opposto del "potere commerciale" sparando a raffica testi incomprensibili venati di un decadentismo davvero passatistissimo (passatemi il termine futurista).
Cosa vi aspettate da UNO?
Che possa piacere al pubblico. E che ci aiuti a trovare qualche addetto ai lavori che ci segua durante la registrazione del prossimo LP, sia a livello artistico che a livello esecutivo. Da soli non è facile, ma saremmo disposti comunque a continuare.
Avete in programma dei concerti per la promozione dell'album?
Per ora niente di definito. Il 1 Luglio ci sarà una presentazione di UNO alle Messaggerie Musicali di Milano, ma per ora niente di più.
Come vedete la scena underground italiana?
Ormai mi pare che tutti gli emergenti (a parte delle punte davvero rare) siano Underground. Il mercato è in crisi e gli investimenti sulle nuove proposte calano anche nell'ambito dell'underground. Il rischio è quello che dopo il primo album si possa davvero finire sottoterra, a causa della mancanza di promozione. Da soli non ce la si può fare. Non vedo una logica che possa rendere ottimisti. Spero di esagerare :)
Per finire che progetti avete per il futuro? So che avete in programma un full length...
E' il progetto a cui stiamo maggiormente lavorando, tralasciando le esperienze Live. Teoricamente entro la fine dell'anno vorremmo avere completato il lavoro. Per ora non sappiamo ancora quali e quanti brani saranno presenti. UNO è un sasso che abbiamo voluto tirare per farci in qualche modo notare in vista dell'uscita di questo LP, da pubblico e addetti ai lavori. Ci piacerebbe godere della collaborazione di esperti nel settore, sia a livello artistico che esecutivo. Speriamo sinceramente di trovarne. In ogni caso affronteremo il lavoro, e vi terremo sicuramente aggiornati.
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