Tuesday, 22 March 2005
Intervista di Marco Belotti
Quali sono le tendenze musicali de Giù il cappello e come scegliete i brani del vostro repertorio ? Giù il cappello è nato dall’unione di musicisti provenienti da varie esperienze musicali e da varie regioni: Sardegna, Friuli, Calabria, Puglia, Lombardia…. è naturale quindi che i nostri brani e i nostri arrangiamenti riecheggino le nostre provenienze e le nostre esperienze, il tutto unito, ovviamente, alla matrice folk-popolare. Si potrebbe dire, col termine coniato da Luca Ferrari, che impersonifichiamo a pieno titolo il “Folk geneticamente modificato”. I brani tradizionali che abbiamo interpretato li abbiamo scelti dopo le ricerche che ognuno di noi compie anche in base alla propria regione di appartenenza, i brani vengono poi ascoltati insieme e vengono generalmente scelti quelli che contengono una componente giocosa e ballabile, per noi di fondamentale importanza. Cerchiamo sempre di fare in modo che i nostri concerti possano diventare momenti di aggregazione sociale attraverso il ballo e il divertimento. I brani composti da noi sono in linea con queste idee e consentono maggiore libertà arrangiativa, generalmente si parte da una idea di uno di noi e poi il brano viene sviluppato e arrangiato insieme da tutto il gruppo, proprio grazie a questo lavoro d’insieme si riesce a far convivere le varie anime musicali di Giù il cappello trovando il giusto equilibrio tra di loro.
Ascoltando il CD noto una grande preparazione tecnica da chi è composto il gruppo e da quali esperienze proviene ? Come detto sopra Giù il cappello è composto da musicisti provenienti da differenti esperienze: rock, blues, jazz … in particolare ecco una breve presentazione di tutti noi: Lorenzo Fossati: voce del gruppo, ha studiato canto jazz e avuto esperienze in gruppi hard rock e rythm’n blues Carlo Cremonesi: batterista, ha studiato batteria jazz e ha avuto esperienze in band hard rock, rock e rock blues Stefano Galimberti: chitarra, ha studiato chitarra jazz e ha avuto diverse esperienze, dal trombone della banda del paese a gruppi hard rock, rytm’n blues e ska-jazz. Luca Grandi: basso, ha studiato chitarra e basso elettrico con Stefano Cerri e ha suonato in band rock e rythm’n blues Alessandro Lecis: percussioni, ha studiato chitarra jazz e percussioni e suonato in gruppi rock. Tommaso Tronci: violino, chitarra battente e armonica: ha studiato chitarra e violino. Ha avuto esperienze in gruppi rock e rock – progressivo. Roberto Acciuffi: flauto e fisarmonica, diplomato in organo al conservatorio. Ha tenuto concerti di organo, pianoforte anche in orchestra e tra le collaborazioni con orchestra ha accompagnato Milva. Ha studiato flauto traverso e vanta esperienze in molti generi musicali: Classica, Piano Bar, Rock, Celtica, Bossa Nova... Giusto Papaleo: clarinetto, diplomato in clarinetto al conservatorio. Ha avuto esperienze di vario genere dal liscio al rythm’n blues, è la novità del gruppo e si è avvicinato al folk proprio grazie a Giù il cappello.
Ci sono alcuni brani che parlano di alcuni personaggi, vecchi e nuvi della tradizione da Giufà alla Rosa Il disco presenta in effetti una vera e propria carrellata di personaggi, soprattutto femminili, ai quali abbiamo reso omaggio facendoli rivivere attraverso i brani di nostra composizione e le reinterpretazioni di canzoni della tradizione popolare. Particolare è l’affetto che nutriamo per la mitica e anziana Rosina, protagonista suo malgrado nella “Rosa de Piultell” di una lotta per la sopravvivenza della sua cascina minacciata dalle speculazioni edilizie. Negli altri brani abbiamo ripescato personaggi “classici” delle tradizioni italiane, dal siciliano Giufà di Sciascia al quale abbiamo dedicato un brano di nostra composizione al napoletano monachino, fino alle lombarde Brunetta e Richetta (protagonista di Fala balà). In tutto questo non ci siamo però dimenticati di gettare uno sguardo fuori dai nostri confini riprendendo un tradizionale klezmer come Yoske Yoske.
Voli di ditteri pelle di cappone e tutti i brani di nuova composizione vengono accettati dal pubblico ? c'è interesse alla musica d'autore ? Dopo numerosissime date, ci siamo resi conto che ogni nostra nuova proposta musicale viene sempre accolta con attenzione e curiosità. Passato il primo momento di “rodaggio” dove colui che ascolta può sembrare un po’ più freddo verso i pezzi di nostra composizione, le canzoni vengono apprezzate dal pubblico che impara a cantarle e danzarle con noi confermandoci la loro giusta collocazione all’interno del concerto. In generale, crediamo che l’interesse per la canzone d’autore sia ancora vivo e ben presente, per quello che ci riguarda ne abbiamo conferma dagli apprezzamenti ricevuti per brani come Camaleonte che della canzone d’autore ne hanno tutte le caratteristiche.
C'è nell'aulbum anche una grande impronta della tradizione popolare italiana... Italiana e non solo dal momento che il progetto musicale di Giù il cappello è piuttosto ambizioso: quello di fondere tradizione e “modernità” a vantaggio di un recupero culturale che possa essere codificato anche dai giovanissimi, spesso poco avvezzi all’incontro con la tradizione popolare. Tutti i nostri brani vengono concepiti e arrangiati tenendo conto anche di questo obiettivo, creando così nel tempo una formula che è riuscita ad andare incontro alle esigenze musicali di “grandi e piccini”. Non è infatti raro ai nostri concerti, vedere persone di mezza età o anziane ascoltarci con interesse perché riconoscono le canzoni della loro gioventù, insieme a ragazzi più giovani che si scatenano ballando gli stessi brani perché in un qualche modo questi sono proposti in una modalità a loro vicina e comprensibile, intanto la tradione viene recepita e noi ci ritroviamo ragazzi di vent’anni che cantano con noi brani come la Brunetta ai nostri concerti.
Ci sono in previsione altri lavori? Si, Giù il cappello è un cantiere sempre aperto, in questi mesi oltre a vari concerti (il 5 giugno saremo al parco Increa di Brugherio ore 21) abbiamo portato avanti una collaborazione con la compagnia teatrale TAE di Treviglio, per la quale musichiamo lo spettacolo “La sedia vuota” che narra delle persecuzioni naziste agli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda il repertorio musicale, ci sono due brani nuovi di nostra composizione: Armando che narra della disavventura di un gatto rimasto incastrato nel motore di una macchina in viaggio e “La nuova via della seta”, un brano dai tratti arabeggianti che ci è stato ispirato dalla trasferta in Turchia dello scorso anno. Stiamo inoltre lavorando a un altro classico della tradizione lombarda e altre idee di brani nostri e rifacimenti popolari sono in programma nei prossimi mesi, sperando magari in un altro album l’anno prossimo.
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