Wednesday, 09 February 2005

Intervista di Christian Verzelletti
Abbiamo ritenuto doverosa un'intervista con Gennaro De Rosa, mente e corpo dei Mandara, non solo per lo spirito che accomuna questa creatura agli ideali di Mescalina, ma soprattutto per l'alta densità e la forte apertura, che ne fanno uno dei progetti più veri, interessanti e provocatori degli ultimi tempi. Soprattutto adesso che parole come world-music e globalizzazione sono diventate sempre più sinonimo di livellamente e asservimento.
Mescalina: Gennaro, il tuo mi sembra un progetto parecchio anomalo nel panorama musicale italiano non solo emergente, già per il fatto di essere un progetto più che una band … Gennaro De Rosa: … mi piace molto essere "anomalo"!! Mandara, in realtà, nasce come band nel novantanove - duemila, per poi diventare, con il tempo e con varie defezioni dei co-fondatori, un progetto mio con vari collaboratori ed apertissimo ad ogni tipo di "incursione"! Ritengo che il "fuoco" e la fiamma della creatività siano lo scambio e la condivisione con artisti di ogni genere, ordine e grado … non sono un grande amante del jazz, ma amo collaborare con musicisti di questa estrazione. Allo stesso modo per rock, classica, world, elettronica e via discorrendo; come puoi immaginare non amo le classificazioni, per me la musica è musica … punto e basta!!! Le classificazioni le lasciamo ai critici ed agli ascoltatori: non puoi immaginare come è bello e divertente, leggere una recensione, un articolo e scoprire qualcosa di te e della tua musica che non sapevi … è fantastico!! E' una sorta di seduta psicanalitica … ( ride!!)
Mescalina: Da tempo ti gravitano attorno quelli che possono essere definiti i tuoi musicisti, ma anche musicisti "altri" come Arnaldo Vacca, Peppe Voltarelli, Mimmo Mellace e Marco Messina … al di là del fatto che siano dei "nomi", mi sembra che, per il loro essere e per la loro esperienza, siano coerenti con lo "spirito Mandara"… Gennaro De Rosa: Arnaldo Vacca, Peppe Voltarelli e Mimmo Mellace del Parto delle Nuvole Pesanti, Marcoposse … sono musicisti "altri"; ma anche tutti gli altri non sono i "miei" musicisti!! Sono tutti musicisti "ALTRI"… mi piace molto questa definizione!! La farò mia! Loro sono dei grandi amici, dei grandi artisti che hanno accettato di collaborare a questo progetto … e come dici tu sono dei portatori sani del "Mandara Jingshén"… Mimmo, Peppe, Arnaldo e Marco … in diverse fasi del mio percorso artistico sono stati fondamentali … in momenti diversi, per cose diverse ed in maniera differente l'uno dall'altro stanno contribuendo a questa crescita ed a questo cammino … che, avendo 28 anni, vedo abbastanza lungo ancora e sono felice che sia lungo … perchè il tempo aggiunge consapevolezze, maturità, conoscenze, scambi … Fondamentali per una personalità artistica!! Nelle mie lunghe "sedute" di riflessione … mi capita spesso di desiderare di contenere in me tutte le persone con le quali collaboro e condivido delle cose … Essere una sorta di "mostro dalle mille teste"!! Anche se poi, ritengo che tutto ciò accada davvero; le persone con le quali condividi delle cose, che siano essi, musicisti, donne, amici … e chissà cos'altro… ti lasciano inevitabilmente una eredità fatta dei loro trascorsi, delle loro esperienze ecc ecc… Poi sta a noi … riuscire a catturarle e ad assorbirle facendole nostre… !!! Gli "altri" sono stati importanti per la realizzazione del disco e per portarlo in giro…
Mescalina: Ormai li conosci da tempo visto che apparivano già su "Bisanzio"… Gennaro De Rosa: Sì!!! Anche se, rispetto a "Bisanzio", i musicisti sono cambiati un po' tutti, anche perché il progetto si è evoluto, trasformato … i "Vecchi" collaboratori, come li chiamo io, hanno lasciato una piccola traccia anche in questo disco … e guai se così non fosse stato!! Quelli che ora sono "fissi" (mi riferisco a De Rosis e Gallina!) in "Bisanzio" avevano fatto un piccolo "turno" di registrazione…
Mescalina: …come li hai incontrati e cosa hanno portato a questo disco? Gennaro De Rosa: Come ti dicevo prima ho incontrato ognuno di loro in diversi momenti di questo "viaggio"… Mimmo è stato uno dei primi a farmi ascoltare cose come i Can, gli Embryo, i Magma, i Gong ecc ecc… Lui è stato, assieme a Nino, un po' la mia memoria storica, di un passato illustre della musica mondiale che, per sfortuna, non ho vissuto, e che invece ora conosco ed è il carburante di tutta la musica Mandara!! Di Peppe ammiro l'energia, la forza, la capacità di tirare fuori il meglio anche nelle situazioni più "disperate" … e poi sicuramente il suo modo di scrivere. Lui riesce a condensare in poche righe sentimenti, ambientazioni, personaggi e storie. E' un grande dono! Arnaldo Vacca: è il mio maestro "d'ascia" … provo nei suoi confronti un affetto sconfinato, a volte non ci sentiamo per mesi, ma per me è sempre presente … Lo vedo un po' come il mio Guru!! Mi ha trasmesso, insieme ad una serie di altre cose, una cosa fondamentale: il coraggio di tirare fuori quello che abbiamo nella "capa" … senza paura!! … e di Marcoposse: cosa devo dire? una scoperta!!! (per me!!). E' stata la vera chiave di volta di una situazione che ristagnava da tempo … Un disco in cantiere da tanto, troppo tempo, poi i missaggi al Folder Studio di Napoli (lo studio dei novenove), l'interazione con Marcoposse, l'elettronica, i punti in comune, due caratteri a volte simili a volte totalmente opposti … Tante opportunità per me, la conoscenza di altri musicisti, i consigli, le dritte, le "paternali" … mi diverto moltissimo a fare il fratellino più piccolo con Marco. Lui è minuziosissimo, precisissimo, attentissimo a tutto, non gliene sfugge una … ah ah ah !!!
…E da Dicembre 2003 è nato il progetto in duo "PENTOLE & COMPUTER". Con questo progetto stiamo facendo un bel po' di date… è una interazione particolarissima tra percussioni ed elettronica pura… Come vedi i contrasti continuano!!! Anzi Aumentano …!!! In settembre uscirà un nostro pezzo su una compilation di Musica elettronica con un sacco di artisti stranieri … si chiamerà "Condominium" e sarà prodotto da una nuova etichetta indi: Mousikelab (resina, retina.it ecc..) … e poi più in là c'è l'intenzione di tirare fuori un disco!!! E per tutti gli "altri" c'è una storia per ognuno … staremmo ore se dovessi raccontarti di tutti!!!
Mescalina: Volendo enunciare la formula della tua musica, si può parlare del cosiddetto kraut-rock, di musiche etniche, di psichedelia, elettronica, ma questo non dice molto, perché è uno spirito anarchico-provocatorio, in controtendenza, che rende possibile tutto e che permette a questi generi di scontrarsi-incontrarsi … Gennaro De Rosa: Tendenzialmente, parto da spunti melodici o ritmici … qualcosa di tradizionale, un ritmo che mi frulla per la testa … Qualunque cosa!! Comincio a suonarla, a farla diventare mia … sempre più… cerco di assorbirla, fino a renderla il più naturale possibile. Poi chiamo i collaboratori fissi … che sono dei bravissimi musicisti calabresi (Giacomo De Rosis, Gianfranco De Franco, Piero Gallina ed altri) ed iniziamo a buttare giù e a triturare e risuonare fino all'esaurimento dell'idea di base … Ne incido delle parti… e lì comincia il vero lavoro … Avere un mio studio nel quale lavorare è oramai una condizione "sine qua non". Mi piace inventare spontanemente e registare tutto… tutto quanto… e come puoi immaginare tutto questo non avrei potuto farlo senza uno studio mio. In uno studio in affitto… mi sarebbe costato cifre delle quali non dispongo…!! E forse sarebbe stato impossibile … Amo lavorare su un suono, su un loop, su un ciclo ritmico per giorni… a volte dopo averlo fatto, ascoltato per giorni … lo cancello e lo butto via… Quando inizio a lavorare ad un brano , ho già più o meno in mente il disegno completo… spesso cambia … ma è la cosa più bella e creativa è "sgarrare il disegno"!!! Ti racconto un aneddoto … una mattina mi sono svegliato con in mente un ritmo interessantissimo, strano… sono andato in studio, mi sono seduto dietro la batteria … ho cominciato a suonarlo per ore … FANTASTICO!!! Ero al settimo cielo, funzionava … la sera … facendo zapping in tv capito su canale 5 … c'era Costanzo … mi soffermo… "Consigli per gli acquisti!!": Tum Tum - ci k taku ci k - Tum Tum … Porca eva!! Era il ritmo sul quale avevo lavorato tutto il giorno ... Ovviamente ho buttato tutto via… !!! Sono i suoni del mondo che recepisco, sento, filtro … e poi li tiro fuori. Esiste già tutto!! Basta saperlo catturare ed avere dei buoni filtri!!! Che in quell'occasione non avevano funzionato …probabilmente!!! (Ride!!) Ovviamente questo non vuol dire… copiare o scopiazzare quà e là, ma semplicemente… essere "aperti" … totalmente ai "suoni del mondo", dal mare in tempesta, alla tv con Costanzo, passando per l'autofficina sottocasa … o l'autolavaggio all'angolo … il trio maghrebino, il quartetto jazz, la rock band e l'orchestra sinfonica …
Mescalina: Quindi mi sa che ti sei fatto molti trip con la musica, magari ancora prima di cominciare a spostarti veramente … Gennaro De Rosa: Amo viaggiare. Viaggio da quando ero piccolissimo, con i miei genitori, altri amanti del viaggio … Forse mi è stata trasferita da loro questa frenesia!! Viaggi con la fantasia ne ho fatti a miliardi … poi, quando vivi in una città di cinquantamila abitanti in Calabria, o aguzzi l'ingegno e ti dai da fare per uscire dalla guazza o le strade che ti restano sono ben poche … In Calabria il modello trendy del fichettino in posa è quello che va per la maggiore; se non fai così sei uno sballone … oppure hai una grande passione!!! E' molto più facile viaggiare con la mente … che affrontare una ss106 jonica o una Sa-Rc … Poi la voglia ed il desiderio di vedere altre luci prevale e finisci … come me… che non mi accorgo più della 106 o della sa-rc fino a che non ci sto fermo in fila per ore!!!!
Mescalina: Parlaci delle tue "provenienze", siamo curiosi di sapere come sei arrivato a comporre questa materia così ardita e mutante … Gennaro De Rosa: Le mie provenienze … Ti sembrerà incredibile, ma io nasco come batterista, e per di più pop! Ho suonato anche con Ferradini (quello di "Terorema"!) con Canino (quello di "Brutta"!) ed altri … con orchestre spettacolo che facevano cover come quelle di Arbore (Napoli punto e a capo…ed affini!!)! Ho suonato rock per un bel po' di tempo nei locali, in lungo ed in largo… Ovviamente non solo in Calabria, perché una volta fatti i soliti locali dove vai??? Ho ascoltato la fusion, ho provato a suonarla … Ho registrato per un po' di gente! Ho fatto i miei demo con gruppi pop-rock a metà '90 … Poi nel 1998 ho conosciuto il Parto delle nuvole pesanti, ho fatto il tecnico per loro, ho conosciuto Mimmo … Nel frattempo ho ritrovato sul mio cammino un personaggione, NINO: lui mi ha fatto ascoltare i Tuxedomoon, Echo & the Bunnymen, Roxy music, Kraftwerk ed altre cose … i Devo, i Van Der Graaf Generator … Io fino ad allora andavo avanti a Deep Purple e Led Zepellin … e tutto il resto… E' stato un impatto pazzesco: dopo un momento di "rimbecillimento" tra questo ed i Can, gli Embryo, i Magma, i Gong dall'altra parte con Mimmo … Il Mix era avviato… Nel frattempo il mio amore viscerale per la musica araba e tutti i suoi derivati… Le lezioni con Arnaldo, l'ascolto di registrazioni sul campo in Marocco, Egitto, Tunisia, Turchia, Iran ecc ecc … hanno creato la "Miscela Infernale" !!! Mi sono sentito una sorta di frullatore impazzito … con un sacco di roba dentro … tanti i contrasti e le mutazioni … magari insieme a contraddizioni… Inevitabili visto il processo!!!
Mescalina: Quindi ti sei sempre concentrato su suoni e culture "altre"? Gennaro De Rosa: Sì … da allora, sempre… A volte non ascolto musica tradizionale per mesi, ma, non appena ne sento una nota, non riesco a staccarmi più … E' una cosa viscerale, la sento nella pancia … non è mentale … come potrebbe essere la ricerca elettronica che faccio: il suono primitivo… la pulsazione della darbouka … la sento nell'inguine, nello stomaco … non so come spiegarti… Sono stato in Marocco, Egitto … in Iraq … hanno dovuto portarmi via con le catene: se credessi nella metenpsicosi, direi che in un'altra vita … ero ARABO dalla testa ai piedi!!!
Mescalina: È una conseguenza inevitabile, allora, che anche i contenuti risultino provocanti, cioè che accolgano un punto di vista più vicino alle minoranze e a popoli emarginati? Gennaro De Rosa: …guarda… da sempre il motto del Progetto Mandara è : "Scende a confrontarsi con le culture più emarginate, rispettoso dei differenti popoli, delle loro tradizioni e dei loro modelli culturali; Mandara cerca di accogliere, e soprattutto di vivere nel suo lavoro cosmopolita, tante schegge di mondo". Come vedi la risposta è qui dentro: il "contrasto" creativo e provocante o più che altro provocatorio nei confronti dell'occidente è inevitabile vivendo tra televisioni, computer, telefonini, coca cola e "imposizioni" varie … Non credo assolutamente in quei musicisti, artisti che tentano di costruirsi attorno un loro mondo ricreando uno spaccato di India o di Maghreb… Se vivi in occidente, non puoi illuderti di essere da un'altra parte, perché , come diceva Gaber "…per fortuna o purtroppo" siamo occidentali…
Mescalina: Già la copertina del disco è simbolo di questa opposizione di temi non solo musicali … Gennaro De Rosa: La copertina è opera di un artista Calabrese, Andrea Grosso Ciponte (www.andreagrossociponte.com). Ci siamo conosciuti in occasione di un concerto "interattivo", cioè , io suonavo, lui dipingeva. Sono rimasto folgorato dalle sue opere, ci ho visto dentro tutto quello che amo e che tento di mettere in musica: c'era la Beat generation, c'era la psichedelia, c'erano arie metropolitane, c'era la gente, c'era l'anima dentro … Gli ho dato una copia dei provini del disco e gli ho detto "Ascoltalo!!! Se ti piace e ti va di collaborare a questa cosa, trasferisci in immagine quello che senti in musica". La proposta gli è piaciuta ed ha tirato fuori quella splendida immagine. Ne abbiamo parlato insieme e ci sembrava che mancasse qualcosa … alla fine abbiamo trovato "Il Chador"… Era il contrasto, la provocazione, la sollecitazione che cercavamo!!!
Mescalina: Il primo rimando è chiaramente all'Iraq, quindi alla situazione femminile e al confronto-conflitto che ne deriva tra Oriente e Occidente … Gennaro De Rosa: L'Iraq e la "questione islamica" sono stati chiaramente ed inevitabilmente un punto di partenza per una riflessione più profonda. La provocatoria immagine della copertina è una denuncia all'Occidente, che, con una politica di tipo colonialista, vuole assoggettare culture secolari, come quella islamica, e omologarle, creando ibridi e contrasti "mostruosi". Non è l'immagine della donna islamica o occidentale, che si vuole colpire ma, ricordando una canzone di John Lennon (pacifista per eccellenza) - "Woman is the nigger of the world" - , si è voluto attualizzare questo concetto profondo dello sfruttamento della donna dovunque, in differenti modi: - La mortificazione del Bourqa e la mortificazione della nudità, così apparentemente lontani ma così realmente vicini. - La realtà delle donne islamiche che è stata utilizzata come scusa e giustificazione di efferati delitti da parte degli Stati "alleati". …e con questo non si vuole negare o nascondere un problema reale … Il soggetto del dipinto mostra la tramutazione e la "liberazione" della donna con bourqa in una donna occidentalizzata e quindi oggettualizzata e mercificata. Inoltre, le quattro braccia riprendono dalla tradizione induista la figura di Kalì "la nera", la donatrice di vita e di morte allo stesso tempo, quindi, la donna come principio creatore cosmico. La copertina di "ALATUL" vuole essere la sintesi di una contraddizione: l'occidente si fa portatore di emancipazione e sviluppo ma, una volta rimosso il velo (chador) del modernismo riaffiora, prepotentemente, l'essenza dell'insoluta "questione" dello sfruttamento dell' UOMO sull' UOMO …
Mescalina: Facciamo una cosa, visto che abbiamo già detto tanto e in modo molto intenso: prendiamoci una pausa di fronte a questa immagine e poi ricominciamo la nostra chiacchierata proprio da qui…
Mescalina: Gennaro, rieccoci qua davanti alla copertina del nuovo disco dei Mandara … stavamo parlando dell'Islam e so che tu hai compiuto un viaggio proprio in Iraq: raccontaci che tipo di esperienze hai vissuto … Gennaro De Rosa: L'esperienza in terra irakena … a parte il contesto nel quale ci siamo trovati con vari musicisti italiani come il Parto delle Nuvole Pesanti, Goran Kuzminac, Antonio Onorato, Enrico Capuano, Luca Faggella ed altri ancora… già di per se è stato interessante e positivo … Mi ha dato la possibilità di avere scambi con questi musicisti … ci siamo "scambiati" tra noi … abbiamo suonato l'uno per l'altro … per 10 giorni eravamo diventati una grande famiglia, unita… C'erano i papà, gli zii, i nonni, i cuginetti e poi c'erano i bebè come me !!! Ho imparato tantissimo da questa esperienza ….
Mescalina: Quanto ti ha segnato umanamente e musicalmente tutto ciò? Gennaro De Rosa: Voglio leggerti la lettera aperta che ho scritto dopo il ritorno da Baghdad … così per darti l'idea delle emozioni a caldo. Quello che mi è rimasto ora, è di certo più profondo, filtrato e maturato … Queste che sto per leggerti sono … dirette, vere sensazioni… senza filtri… "Sono rientrato da pochissime ore, ed ancora mi pare di sentire la voce del "Muezzin"(mu'adhdhin) richiamare i fedeli alla preghiera in occasione del Ramadan. L'Iraq è una nazione piena di contrasti, di contraddizioni, di odori forti e penetranti, di colori, a volte fortissimi, a volte così sbiaditi da rappresentarne quasi l'assenza. Sono partito dall'Italia con una voglia incredibile di vivere una nuova realtà, da amante della cultura e della tradizione dei popoli Islamici. L'occasione di visitare un altro paese Arabo mi riempiva di gioia; questa volta si trattava dell'Iraq e della sua capitale, Baghdad, una delle culle della cultura Mediorientale; fatta di Mille e una notte e lampade incantate. Questo desiderio irrefrenabile era velato da paura, timore, incertezza e tant'altro … non mi spiegavo il perché ed invece lo avevo lì, sotto gli occhi: la televisione ed i mass-media in generale. Oggi, dopo dieci giorni vissuti in quella terra mi sento prova vivente, insieme ad altri musicisti, giornalisti, registi ed operatori, di una verità completamente diversa da quella che ci propinano ogni giorno giornali ed affini. Grazie ad una associazione che da anni opera in Iraq …. Il Cielo sopra Baghdad è stata un'occasione unica per creare nei presenti una nuova coscienza; certo, è vero, tutti noi presenti non eravamo di certo filoamericani, ma nessuno di noi poteva immaginare di vedere e constatare tutto quello che si è dischiuso davanti ai nostri occhi appena arrivati alle porte di questo "Stato Canaglia". La gente che abbiamo incontrato è gente vogliosa di conoscere, di scambiare opinioni ... Inutile dirvi che la povertà dilaga, che ci sono delle scale sociali evidentissime, che le medicine mancano, che i bambini muoiono per cose sciocche come la dissenteria, che la dittatura del Presidente Hussein è una vera dittatura …. La verità è questa, gli Iracheni sono un popolo fantastico, abbiamo potuto toccarlo con mano, sentirci amati ed a volte adorati come veri dei, soltanto perché Italiani e portatori, almeno per una volta, di un messaggio di pace e di un abbraccio fraterno. Dopo il concerto di Baghdad, una parte della spedizione è ritornata in italia… noi siamo rimasti in Iraq per vivere una delle emozioni più forti della nostra vita. E' la mattina del 10 novembre; si parte presto, alle sei, per Bakouba nella regione di Dihala ad est di Baghdad. Arriviamo lì verso le 10:00, l'atmosfera è strana, nello stadio non c'è nessuno, solo l'effige dell'immancabile Saddam Hussein. In pochi minuti lo sfondo cambia, migliaia di persone (8.000 almeno) prendono posto nello stadio, il rumore è assordante … ad un tratto centinaia di militari con armi abbastanza datate presidiano lo stadio … I paramotoristi si librano nel cielo … la gente impazzisce. Noi cominciamo a suonare… la nostra musica è tutt'uno con le immagini delle vele in aria. I paramotori atterrano tra urli ed applausi, la musica finisce, gli applausi e il calore della gente ci sommergono … è invasione!!!! Migliaia di ragazzi e ragazze in divisa da studenti ci circondano per avere una stretta di mano, un autografo o una foto con chiunque di noi, non importa se tecnici, musicisti, giornalisti, registi o cosa altro … vogliono noi, vogliono farci sentire che ci amano perché siamo lì per loro e per i loro diritti di uomini, contro la "guerra privata"di Bush e Saddam. Scott Ritter (ispettore Onu in Iraq per sette anni e fervente repubblicano) dice: "La potenza bellica di Saddam Hussein è ridotta pressochè a zero. Non c'è nessun legame tra Hussein e Bin Laden e l'Iraq non rappresenta alcun pericolo per il mondo occidentale al contrario di quanto dice Bush". Io dico: " Non so se Saddam abbia o non abbia le armi di cui parla Bush, a me non è dato saperlo; so di certo cha la gente irachena non rappresenta alcun pericolo per il mondo Occidentale, anzi la loro voglia di vivere, anche tra mille problemi, disperazioni e minacce, sarebbe un monito ed una lezione per molti di noi. Questa guerra, oltre che ingiusta ed ingiustificata, se dovesse scoppiare, segnerebbe una delle pagine più vergognose della storia!!". E come sappiamo… Aihmè!!! La pagina VERGOGNOSA è stata segnata è continua ogni giorno ad essere sottolineata!!! Mescalina: … non so cosa dire, se non ringraziarti della testimonianza, anche se può suonare un po' banale di fronte a tutto ciò … tra l'altro ho appena assistito pochi giorni fa alla proiezione di "Farheneit 9/11" di Michael Moore e ho dentro tutte queste cose che mi urlano allo scandalo … ancora adesso, la vergogna continua e questa vergogna per alcuni è tragedia di vita! Sai, quando ho saputo che avevano rubato "L'urlo" di Munch, ho pensato che non era poi chissà quale perdita, perché oggi quell'urlo andrebbe cambiato, ridipinto non con un singolo protagonista, ma con due moltitudini distinte, una che urla di sofferenza e una che tace … testimonianze come la tua dovrebbero farci urlare per il dolore e per il desiderio di giustizia!
Tornando alla nostra intervista, mi sembra che in questo disco ci siano molte cose che sono diretta conseguenza di questa tua esperienza … Gennaro De Rosa: … ne sono conseguenza i contenuti musicali e non … Ovviamente "CANTA SOLA" il brano scritto con Peppe del Parto: sono le constatazioni di una bimba che, come tutti, vive la sua vita di scolara, pensando e avendo come background della sua giornata, preoccupazioni differenti da quelle dei bambini della sua età del resto del mondo (i giochi pomeridiani, le interrogazioni, i compiti ecc.). "Cosa Succederà ? Cosa Sarà? Quando succederà? Come sarà? " "Avremmo voluto caricarli tutti sui gipponi e portarli con noi quei "piccoli terroristi", per farvela vedere a tutti da vicino questa minaccia, aveva le vostre stesse facce, i vostri capelli, i vostri occhi neri, i quaderni, le storielle d'amore della scuola..."
Mescalina: Da questo "viaggio" è nata anche la tua partecipazione al progetto "Il cielo sopra Baghdad" pubblicato anche in cd? Gennaro De Rosa: … sì … abbiamo fatto una serie di concerti in giro per l'italia per dire la nostra su questa barbarie, riportare tutto ciò che avevamo visto e sentito. E' nata una sorta di "Salaam Baghdad band", che ha tenuto in vita per un po' la magia della "famiglia" di cui ti parlavo prima … Ne è nato un disco live ripreso, ovviamente con tecniche e tecnologie molto scarse, la qualità tecnica è molto bassa, ma c'è grande cuore e nessuno di noi ha guadagnato nulla: gli incassi di questo disco sono andati e continuano ad andare ad "Un ponte per…". Del Mandara project c'è una danza tradizionale Greca: è uno Tsifteteli con una melodia tradizionale … questa melodia è stata utilizzata anche come colonna sonora di "Pulp Fiction" da una rock band …
Mescalina: Un'altra partecipazione è quella all'omaggio a Gaber, no? Un artista che ti sta a cuore, immagino, lo hai già citato anche prima, e qui lo spunto va alla tradizione italiana, che rientra nel progetto Mandara attraverso la Calabria e il meridione … Gennaro De Rosa: L'omaggio a Gaber è stata davvero una bella esperienza… Mi sono divertito moltissimo a registrare "destra-sinistra" …!! Quante critiche a questo brano!!! Un brano qualunquista, Gaber era impazzito … e una serie di altre cose… Io, lo ho scelto, oltre che per questa mia attitudine a cogliere i contrasti e le contraddizioni … perché ritengo che Gaber, con questo brano, volesse fare un quadro della società comune … prendere dei luoghi comuni, il pensiero della gente … A cosa si sta riducendo l'ideologia ed il pensiero politico, avvicinando due visioni, due, credo, che "per fortuna" hanno delle differenze abissali, che non sono "il culatello di destra e la mortadella di sinistra"!!! Lo spunto, come dici tu, va sì alla tradizione italiana, alla quale sono inevitabilmente legato … un po' meno a quella del meridione e della Calabria, della quale siamo figli!! Ho suonato per tanto tempo tarantelle e musica popolare del sud Italia, amo le tradizioni popolari e tutto ciò che è "vero" e non ricostruito … Con il progetto Mandara suoniamo e ci rifacciamo a tradizioni e culture "altre" (ti avevo detto che mi era piaciuto!!!) … Non snobbiamo la musica del sud italia, ma non per questo ci sforziamo di tirarla fuori: la Calabria ed il Sud sono nel nostro sangue … Posso suonare anche … che ne so? "Night in Tunisia" e viene fuori la Calabria … In "S.O.S 106", ad un tratto, c'è una tarantella fatta con chitarra battente, lira calabrese e "Tammureddru" … e sopra un trio fatto di batteria, chitarra elettrica e basso che ne segna il passo e amplifica ironicamente una attitudine del momento …
Mescalina: Continuiamo a parlare di accostamenti, di fusioni, di contrasti e di opposizioni, quindi la domanda deve per forza andare anche sugli strumenti che adottate: etnici, tradizionali, ma anche tecnologici e analogici … la mia curiosità e la mia ignoranza in merito hanno bisogno di essere colmate: ho visto che usi strumenti a me sconosciuti tra cui doumbeck, ngoma, riqq, mazhar, zaringhtosh, bendir, kanjira, gatham … che strumenti sono? Gennaro De Rosa: …(Ride!)
Mescalina: Dai, non ridere … Gennaro De Rosa: … allora … il Doumbeck è la darbouka Turca, è un po' più leggera e con una forma leggermente differente; Ngoma è un tamburo di forma cilindirca usato nell'africa Australe, alto fino ad un metro e mezzo; il riqq è il tamburello della musica araba; il mazhar è un tamburo a cornice con dei piattini , a volte anelli o altro… ; i zaringhtosh o più esattamente saringoshti sono dei piccoli piattini che si suonano con le dita; il Bendir è il tamburo a cornice Berbero per eccelenza; la Kanjira e un piccolo tamburellino dalle sonorità incredibili che si suona nell'India del Sud ed il Gatham è un vaso di terracotta intonato anch'esso indiano … e nel disco ce ne sono tanti altri… insieme a synth degli anni '70 o '80, tubi di plastica, pentole, pavimenti ecc ecc… La cosa che amo di più è utilizzare oggetti di uso comune e farli diventare strumenti: bicchieri di plastica, bottiglie, vassoi, aspirapolveri, trapani… sono ancora alla ricerca di qualcosa che non abbia ancora utilizzato nessuno … Ma è dura… davvero…!! Stockhausen, per esempio, ha utilizzato di tutto!!! Pensate al "Quartetto d'archi in elicottero" "… I quattro elicotteri hanno acceso i motori contemporaneamente, son decollati, e contemporaneamente i musicisti si son messi a suonare, collegati tra loro con le cuffie, collegati a loro volta con il pubblico seduto davanti a un megaschermo. Un'organizzazione perfetta, con sofisticati impianti sonori, anch'essi diventati strumenti musicali, e con tecnici del suono, anch'essi diventati musicisti, tutti comandati (a bacchetta?) dal direttore" Incredibile… Un sogno!!!!
Mescalina: Dove hai recuperato gli strumenti di cui mi parlavi? Frutto dei tuoi viaggi? Gennaro De Rosa: Molti, la maggior parte, in viaggio… con dei ritorni a casa rocamboleschi, con paure di dogane e di superamento peso massimo consentito!!! Alcuni in Italia, ci sono ditte come la remo che hanno creato una linea di strumenti dal Mondo con materiali moderni, indeformabili, che non fanno calare l'accordatura ecc ecc … Utilissimi per i percussionisti che suonano all'aperto, quindi con umidità, o clima secco … sempre la stessa accordatura!!! Poi ci sono delle "botteghe" di importatori, che vanno in giro per il mondo a comprare strumenti e poi li rivendono qui in Italia … ovviamente con dei prezzi un po' più alti rispetto al costo reale …
Mescalina: Sto facendo un po' mente locale e ripensando a quello che ci siamo detti: mi sembra che ogni tua risposta conferma come la tua musica nasca da una sensibilità che si riflette tanto sui contenuti quanto sulle forme e sugli arrangiamenti … Lo Spirito Mandara è questo? Mandara Jingshèn? Gennaro De Rosa: …forse Sì …!! Forse è proprio questo… Far vibrare prima le corde interiori, accordarle con gli altri … su tutti fronti … non solo quello musicale. La musica è importante … essere un buon musicista è fondamentale se si fa musica (ah ah ah!!)!! Ma è ancora più importante e fondamentale avere uno spirito positivo ed una attitudine allo scambio … Fino ad ora ho capito … questo!! Ma ti ripeto sono giovane ed ho una voglia incredibile di imparare, vedere, conoscere sempre più cose nuove!!! Il "Mandara Jingshen" è anche un desiderio di ricerca e di arricchimento … che mi auguro duri per sempre !!!
Mescalina: Se vuoi, è un modo per rappresentare e anche per dilatare i tempi che viviamo, per portarli attraverso la musica verso una dimensione che appartiene più alla coscienza che ai fatti … Gennaro De Rosa: …senza mai perdere di vista la realtà !! Ti sembrerà strano, ma io sono anche molto "materiale" … E' importante anche quello!! Tu pensa …se fossi stato totalmente "spirituale" o un asceta del 2004 … intrippato all'estremo con filosofie, dottrine e religioni … non avremmo mai avuto la possibilità di fare questa Stupenda "chiacchierata" … … Quindi, ancora una volta … Contrasto … uguale … creatività e crescita!!
Mescalina: Quindi vedi che c'è qualcosa di ciclico e di spirituale in questo viaggio di ricerca … anche nel fatto che hai incontrato me!…scherzi a parte, non credo sia un caso il fatto che il cd si chiude con una danza che può essere un ritorno a casa, ma anche una sublimazione delle esperienze compiute nei brani precedenti … Gennaro De Rosa: … Certo… certo !!! Mandara project vuole essere una sorta di viaggio … fatto di viaggi, incontri, scambi, conoscenze… tutto ciò che è la vita che viviamo!!! Il quotidiano, la nostra vita in musica… Sperando di riuscirci!!! "Tersicorea" è un ritorno indietro… Ho pensato di iniziare con la "nenia" dal sapore arabo di Arnaldo Vacca, di iniziare a colorare con "Marrakech Fm", di "sporcare" con "Kurdistan" … e via via in crescendo per poi ritornare ad una rappresentazione "tradizionale" … "pulita" e quasi "pura" !!! Una sorta di cerchio che si chiude…
Mescalina: Sarei curioso di sapere come sviluppi queste sonorità dal vivo … non credo sia così facile riprodurle né tantomeno trovare ingaggi … Gennaro De Rosa: Dal vivo … è vero… è complicato…!!! Ma, sai, con computer sequencer ecc., riusciamo a riportare in giro i brani nuovi del disco quasi in maniera pedissequa … e poi i brani vecchi sono stati riarrangiati e continuerò a riarrangiarli … a seconda della crescita … Il Live deve essere in continua evoluzione: durante i concerti, guardo la gente, la studio, cerco di studiarne le reazioni … me ne ricordo. apporto cambiamenti … Certo, la mia proposta musicale è quella… !!! Però chi ti ascolta, soprattutto se non è un musicista, è la "cartina al tornasole" ideale … e va tenuta in conto!!! Trovare ingaggi oggi è difficile per ogni tipo di musica, aihmè … Con Mandara project concerti ne facciamo, tra festival etnici, locali, centri sociali, rassegne "creative" in bilico tra etnico ed elettronico … mi auguro crescano sempre più. La gente reagisce bene… anche i "vecchietti"…!!! Sono contento … di quello che sta succedendo dall'uscita del disco …!! Incrocio le dita… ed altri scongiuri… "tradizionali" !!!
Mescalina: Non voglio adularti, ma ti devo dire che, da quando vi abbiamo sentito per la prima volta con "Bisanzio", noi di Mescalina ci siamo sentiti in sintonia con il progetto Mandara, proprio per questa idea di entità libera e cangiante … Gennaro De Rosa: … sono "commosso"!!! E' bellissimo quello che mi dici… !!! Mi auguro di poter avere sempre più scambi di opinioni e di conoscenze con te e con tutto lo staff di Mescalina … sempre attenti all'arte in senso lato … dalla musica, alla pittura, alla fotografia ecc ecc… Il mio parere è che il futuro della musica è intriso di tempere, argilla, immagini, pennelli, scalpelli ecc ecc … Vi seguo sempre e so che condividiamo questa idea!!!
Mescalina: Se dovessi riassumere i Mandara in una parola, sceglierei proprio "entità". E tu?
Gennaro De Rosa: … ovviamente, aggiungerei ad "entità" … ("rubando" a Mescalina!!)… LIBERA e CREATIVA!!!!. |