Friday, 01 October 2004
NACD002 - IVAN GRANATA "RIVELAZIONI-INCAUTO SPERIMENTATORE" (BARCODE 8-017297-004736) 2 CD BOX


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Da Movimentiprog.net articolo di Donato Zoppo
Le rivelazioni di un incauto sperimentatore: un gran disco di chitarra
Spesso i primi dischi degli artisti esordienti sono talmente colmi di idee che è difficile orientarsi nell’ascolto. Mi viene in mente la prima produzione del Banco o i primi lavori della stessa PFM, densi e carichi di una partecipazione emotiva irripetibile. Erano i tempi in cui incidere un disco era il punto d’arrivo di una gavetta fatta di ore e ore ad ascoltare e suonare. Oggi non mancano artisti italiani che, al primo colpo, hanno centrato il bersaglio: Floating State e Malaavia, tanto per citare due gruppi autori di ottimi lavori nel 2003/2004. Ivan Granata non è da meno e sceglie di non sintetizzare le sue idee ma di distribuire tutto in un doppio cd. Il giovane chitarrista barese realizza infatti due album – per sola chitarra salvo occasionali aggiunte – distinti anche nei titoli: “Rivelazioni” il primo, “Incauto sperimentatore” il secondo. Ivan ha un tocco formidabile e grazie alla lunghezza della sua opera è possibile anche cogliere la tipicità del suo stile. La Ethnoworld - etichetta che sta supportando artisti di grande talento come Scambio e Mandara - ha collocato il disco nella collana “new age”: c’è davvero molto di più. Siamo in un ambito folk strumentale di matrice mediterranea, con una gran ricchezza di colori e feeling; ci sono echi jazz fusion e world music, Arabia, classica. Ivan mette tutta la sua tecnica (e l’uso costante delle accordature aperte) al servizio dell’espressione, della comunicazione di impressioni, emozioni, ricordi. “Rivelazioni” è diretto e fascinoso, una freccia scoccata con la grazia di un arciere provetto. Alcuni brani sono perle di vivacità e colore, schiettezza e fantasia: “Contrada Sisto”, “Forme rock”, “Grew up again” con l’aggiunta di un flauto traverso. Talvolta l’esecuzione cattura anche un forte senso ritmico (vedi i “battiti” di “Tarantella”), la ricchezza armonica di “Agape” e “Terramare”, i profumi di Puglia in “Alta Murgia”. Più emotivi brani come “Revelation” e “Solo”. Una magica solitudine, rivela equilibrio: l’entrata del contrabbasso in “Bari vecchia” non porta alcuna forzatura. Più che ad Anthony Phillips, Granata si ricollega al mood latino di colleghi dell'ex Genesis come Cazenave e Berro Garcia, agli sconfinamenti acustici del grande Al Di Meola, persino alle serene atmosfere dell’ultimo disco solista di Dodi Battaglia dei Pooh. C’è anche spazio per due omaggi: ad Ennio Morricone con “Speranze di libertà” e a Bela Bartok con “In folk song style”. Il secondo dischetto “Incauto sperimentatore” ha un impatto minore e gioca più sui sussurri, sul gusto impressionista: pensiamo alle tre parti di “Germogli” e al mood di “La casa dei segreti”, uno dei brani più maturi. Nel primo brano Ivan inserisce anche un clarinetto, in altri pezzi usa una chitarra senza tasti (penso alla suggestiva “Moresque”, con il bendir di Aldo Grillo), come se nel secondo cd avesse voluto affrancarsi dal solco tracciato nel primo, sperimentando in modo “incauto” ma efficace, senza freni di sorta, scoprendosi posseduto da un’alta e irrefrenabile ispirazione. Il pianoforte è una macchina prodigiosa e i dischi di Mc Coy Tyner e Keith Jarrett hanno incantato tutti noi: raramente abbiamo potuto dire lo stesso per la chitarra (e il ricordo corre a Riccardo Zappa). “Vento da Oriente” si accosta ai suoni degli Indaco e stupisce per la forza descrittiva, capace di raccogliere lontani ricordi levantini; “Bassa marea” - con la fisarmonica di Michele Sansone - è un ennesimo gioiello di grazia e lieve malinconia. Ivan Granata è l’ennesimo testimone di un’ottima classe di chitarristi italiani: con differenze e peculiarità, si affianca a nomi eccellenti come Christian Saggese (Metamorfosi Trio) e Lucio Lazzaruolo (Notturno Concertante). E il suo disco è davvero ottimo.
Per ulteriori dettagli: http://www.ivangranata.it

Da "La Gazzetta del Mezzogiorno", cultura e spettacoli: articolo di Nicola Morisco: "Bari araba e pescatori new age"
Come la quiete dopo la tempesta, la musica assordante fa germogliare la New Age. L'ascolto di una musica pulita ed ecologica, intrinsecamente meditativa ed essenzialmente strumentale, connotata da quelle sonorità quiete e soffuse così tipiche del «cool jazz», nasce con i coniugi californiani di Palo Alto Will Ackerman e Anne Robinson. La coppia, nel 1981, decide di fondare la Windham Hill, prima etichetta discografica di questo genere. Da quel momento la New Age diventa musica dell'anima, capace di sprigionare emotività, spiritualità e poesia. Un vero e proprio fenomeno culturale che coinvolgerà anche musicisti di fama internazionale come il chitarrista Pat Metheny. Il trentenne chitarrista barese, Ivan Granata, si ispira alle linee guida di questo genere musicale molto intimo. Da qualche settimana Granata ha pubblicato il doppio album intitolato Rivelazioni/Incauto sperimentatore, edito dalla «Ethnoworld», etichetta milanese tra le più prestigiose del settore etno. Una gestazione di cinque anni per un lavoro in cui l'autodidatta Granata evidenzia le sue qualità maturate in quindici anni di attività dedite alla ricerca di nuove sonorità, utilizzando varie tecniche tra le quali l'uso delle accordature aperte (altera l'accordatura naturale dello strumento). Ascoltarlo significa evocare nello stesso momento le tecniche stilistiche dei grandi chitarristi che hanno contribuito a rivoluzionare e ad ampliare le possibilità sonore offerte dallo strumento a sei corde. Il chitarrista Granata non è ancorato a un solo genere musicale né a un grande maestro della chitarra come possono essere Alex De Grassi o Michael Hedges, suoi grandi ispiratori. Nelle sue originali composizioni, il talentuoso musicista ama approdare sulle rive del Mediterraneo catturando le sonorità flamenche del Nord Africa (utilizzando la fretless, chitarra acustica senza tasti), senza trascurare l'Oriente. Rivelazioni/Incauto sperimentatore è un doppio album diviso in due parti ben distinte. Nella prima scopriamo sonorità legate alla musica folk a tutto tondo, come nei brani Alta Murgia, Tarantella e Terramadre. Barivecchia, realizzato con l'apporto del contrabbassista Saverio Piccarreta, è uno splendido affresco dipinto tra i ricordi della vecchia Bari, il dondolio di barche di pescatori e richiami «arabesque». In Forme rock nº 2 echeggiano il Jimy Hendrix di Voodoo Chile, ma anche Mrs Robinson di Simon e Garfunkel. Sempre nel primo disco, Granata arrangia per sola chitarra Speranze di libertà di Ennio Morricone. Decisamente più elaborato il secondo disco. Qui Granata si incammina su percorsi più sperimentali, non perdendo mai di vista la semplicità della melodia. Utilizza una chitarra senza tasti, costruita dallo stessa artista con l'aiuto di un liutaio, che richiama le sonorità del liuto arabo (oud). Di forti tinte arabe sono, infatti, i brani Moresque (con la partecipazione di Aldo Grillo al bendir), Vento da Oriente e Plus d'amis. In Bassa marea le sonorità si aprono ai Balcani grazie alla fisarmonica di Michele Sansone (ex componente dei Folkabbestia). L'ottima prova di Granata si chiude con un riadattamento di In folk song style tratto da Mikrokosmos, del compositore ungherese Béla Bartòk.

Da Musicalnews.com articolo di Michele Traversa: "Ivan Granata è un 'Incauto Sperimentatore di suoni'"
Ci si può sbizzarrire. E chiamarlo fusion o magari easy-listeng o più semplicemente new-age, nell’eccezione più nobile del termine. Sta di fatto che il suono di Ivan Granata, da qualche anno sulla scena musicale (non solo locale) è diventato un marchio doc e lo dimostra il suo ultimo lavoro «Incauto Sperimentatore» edito dalla Ethnoworld. Granata è pressoché inconfondibile. Merito del suo stile interpretativo in brani come «La casa dei segreti», «Orecchiette, rape e ketchup» o «Vento d’Oriente» (da notare soprattutto i titoli delle canzoni), in questo compact ha voluto omaggiare anche il grande Bela Bartok con la cover del brano «In folk song style». Il bisogno più urgente per questo giovane barese da una tecnica ben marcata era quello di legare il passato del folk e del flamenco, al presente con la musica chiamata new-age ma che in realtà la sfiora in alcuni tratti. In questo mosaico di suoni ne esce un disco lucido ed a tratti inaspettato merito anche della spontaneità di Granata che porta anche ad ascoltare la fisarmonica di Michele Sansone, il contrabbasso di Francesco Saverio Piccarreta ed il bendir di Aldo Grillo, altri valenti musicisti di quel sud che riesce a sfornare ottimi spunti a livello musicale. «Incauto Sperimentatore» ed il primo cd «Rivelazioni» (in questo disco sono state inserire alcuni dei brani che qualche anno fa lo stesso Granata aveva raccolto e autoprodotto ma che avevano una distribuzione prettamente localistica) è un compact che vive di melodie, di suoni curati con maniacale attenzione, di consapevolezza che si trasforma in energia. L’ambizione è forse quella di arrivare allo zenith della musica d’avanguardia ma con il gusto e la praticità tipicamente Mediterranea con un trasformismo ed una profondità sconosciuta a tanti altri musicisti del Sud. Dimostrando che la musica d’atmosfera ha ancora lo slancio giusto per colpire duro e le ballate «Tarantella», «Altamurgia», «Sulle mie corde» e «Bassa Marea» aggiungono seduzioni a questo doppio cd che regala ai suoi ascoltatori la leggerezza tanto sospirata.
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