Friday, 16 July 2004
FRCD135 - FBA "ALTER" (BARCODE 8-017297-004866)
Galeazz Alter Scot reels Alter Scot jigs I still haven't found what I'm looking for Alter hornpipes & reel Alter scottish set Ol pàl As in the cradle Fandango Re Teodorico Alter Irish jigs Music for a found harmonium Casciàda luntan

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Info FBA
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CD CCD870 - FBA 'TILL THE SKY SHALL FALL'
CD CCD877 - FBA 'DEMONS & LOVERS'
CD FRCD122 - FBA "FLEADH"
CD {moslink:115,33}
www.fbamusic.net
Celticworld.it articolo di Federico Gasparotti Esce il 22 luglio "Alter", il nuovo album di FBA. Ancora una volta il gruppo dimostra di continuare a guardare avanti e di essere tutt'altro che autoreferenziale. Le musiche da danza, realmente trascinanti, fanno da leit motif, ma il nuovo lavoro - a nostro parere forse il migliore - offre un'affascinante moltitudine di atmosfere e sfumature, tanto che ogni brano è davvero una storia a sè. "Alter" è un volo libero su tradizione, lingue, stili ed epoche storiche: canti in dialetto lombardo, musica catalana, reels scozzesi, gighe irlandesi, danze provenzali, echi di flamenco e musica rinascimentale, e molto molto altro. Il gruppo ancora una volta riesce a miscelare armoniosamente le anime della musica europea, sfornando un prodotto assolutamente stimolante sia per gli appassionati che per i neofiti e, soprattutto, riuscendo a mantenere la "leggerezza" della ricetta nonostante la significativa quantità di ingredienti. Quello che si chiede ad un CD è che non sia noioso. Bene: prendete "Alter" e mettetelo in loop senza alcun timore. Dunque, a conti fatti, senza dubbio "Alter" costituisce un lavoro curato, piacevole e, in primis, mai banale. Oltre ai curati arrangiamenti e all'ottima performance dei musicisti, da segnalare la calda ed incredibilmente versatile voce di Veronica Sbergia (nuova cantante del gruppo) e la qualità della registrazione audio (sia in studio che live).
Radiocoop.it FBA - Alter Nati nel 1993 e con un curriculum tanto ampio quanto prestigioso (partecipazione ai principali folk festivals europei, trasmessi in decine di radio nazionali e private, 6 precedenti lavori tra CD ed Ep e decine di partecipazioni a compilations) la F.B.A. (Fere Band Aperta) giunge al nuovo album "Alter". Un viaggio libero e senza confini nelle tradizioni europee tra danze provenzali, gighe irlandesi, antiche danze scozzesi, la canzone storica milanese (la splendida "Galeazz" in apertura) e un soprendente omaggio agli U2 con "I still haven`t what I`m looking for". L`album è godibilissimo, sempre vivace e fresco anche per chi non è avvezzo al folk tradizionale, in virtù di una versatilità e di una larghezza di orizzonti artistici che fa della FBA una band unica.
Da Citymusic.it - Articolo di Emilio Sacco E’ la prima volta che mi capita di recensire un album di musica di chiaro stampo celtico, anche se non è la prima volta che ascolto questo genere musicale... in studio, spesso questa musica appare chiusa e schematica, per cui,talvolta, dopo l’ascolto dei primi pezzi la noia prende il sopravvento. Questo fortunatamente non accade con gli F.B.A., gruppo on the road ormai dal 1993, con ben sei album all’attivo, e che... riesce sempre a sfornare ottimi prodotti, di facile presa e di sicuro impatto sull’ascoltatore. La prima impressione è sicuramente positiva, grande cura degli arrangiamenti, suono pulito ed armonico, musica dolce ed espressiva, brani finemente lavorati ed incastonati nel tessuto complessivo dell’album. Ad un ascolto più approfondito, ci appare evidente la tensione musicale che avvolge i musicisti, capaci di dare ritmo e forza ai singoli pezzi... Alcuni brani sono addirittura trascinanti, ed è davvero eccellente per esempio, “Alter hornpipes reel”, in cui si parte con un ritmo molto lento e melodico, e poi quasi d’improvviso si passa ad un ritmo sfrenato ed ossessivo che ti prende e ti invita a muoverti ballando e danzando all’ascolto di questa musica d’altri tempi... “Galeazz”, brano di apertura dell’album, in cui si coglie davvero la cifra tecnica ed espressiva della band e “Casciàda luntan”, canzone in dialetto milanese sulla emigrazione dell’800, notevole in tutti i sensi. Nel complesso, quindi, una buona prova , in cui tutti i musicisti danno un valido contributo – citerei tra gli altri l’ottimo organettista Mauro Pievani, ma solo per il mio smisurato amore per lo strumento- e che rappresenta un’ottima occasione per chi non conosce questo tipo di musica per immergersi nelle tradizioni della musica celtica in modo piacevole e leggero.
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