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Saturday, 05 June 2004
FRCD122 - FBA "FLEADH" (ISBN 8-017297-002640)

"...Fleadh, nuovo album della FBA, che orienta il proprio focus verso le riletture della musica conviviale e "da festa", tipica della tradizione celtica come di quella italiana. E così, se gli standard "Scarborough Fair" e "Don Alfonso" vengono reinterpretati in un'inedita chiave moderna ed anti-tradizionale... la resa in lombardo dell'inno alla libertà "Eirigh Suas A Stoirin", ribattezzato "Dessedàss Liber", regala un momento di grande fascinazione epica..." Rockerilla - Ottobre 2002 "...FBA est un groupe italien de huit musiciens qui nous livre ici son quatrième disque. Ambiance de fete effectivement. Celtico-italien pourrait-on dire avec des jigs, des reels lents, une jolie mazurka langoureuse, une parodie de tango, une douce chanson traditionnelle en dialecte milanais... et une délicate composition « Farewell to Achill Island »..." Le Canard Folk (Belgio) - Settembre 2002 "Fleadh (festa). Nelle 14 tracce potrete ritrovare l'energia trascinanate dei loro concerti e riscoprire il gusto per il sincretismo etnico che il gruppo porta avanti da anni senza dimenticare le radici "popolari" del folk... la loro musica è viva, in continuo mutamento, ed è questo il vero pregio del loro suonare per se stessi e per il pubblico. Sanno sempre stupire con la loro vena creativa e ri-interpretativa (una per tutte la versione reggae di Scarborough Fair) riuscendo abilmente a mantenersi nell'ambito della giusta ironia e del gioco. Un lavoro comunque nel nome della tradizione, ma di una tradizione che fluttua da una cultura all'altra in un alternarsi mai stridente di atmosfere: canti dialettali, fra Lombardia, Francia, Irlanda e mezzo mondo... un album decisamente fuori dal coro, che non cerca di strizzare l'occhio a mode o critici: un album suonato per il piacere di fare musica, proprio nello spirito della Festa (fleadh), che ti tira dentro scivolandoti attorno... " Celticworld.it - 2002 "Il secondo disco della ormai nota FBA, milanese banda celtica di riconosciuto spessore... tutti i brani sono nuovi, questa volta, e rappresentano il reale potenziale della banda sul palco. Davvero un'esplosione di gioia e vitalità quello espresso dai FBA. In particolare la loro versione de "Il cielo d'Irlanda" di Bubola è qualcosa di unico, ma anche gli altri brani sono ben selezionati tra tradizionali e composizioni. Ecco che possiamo ascoltare in totale appagamento di sensi l'iniziale "The party has begun" di Feregalli in un crescendo maestoso... il romantico "Tous les yeux du monde", mazurka sempre dello stesso, "Don Alfonso" un estemporaneo tango-polka molto divertente, segute dalle classiche jigs "Fleadh jigs set: Calliope house e Cowboy jig". Un discorso a parte merita "Dessedàss liber", una interpretazione in dialetto milanese di "Eirigh suas a stoirin"; secondo me la vera potenzialità questo gruppo la esprime proprio in queste loro rielaborazioni appassionate che assumono un'andatura epica inconfondibile. Segue "A lunelul swing" una danza rumena rielaborata da Meletti e Feregalli, un frammento al violino, e addirittura una tarantella in versione bergamasca molto trascinante... seguita da "Scarborough reggaereel fair", proprio il famoso brano trasformato in versione blues-reggae-reel assolutamente da ascoltare nella loro superba rielaborazione... un celtic set misto di antico e nuovo tanto per staccare e una ispirata slow air di Meletti "Farewell to Achill island" a chiudere un disco molto vario legato a una sonorità inconfondibile e per questo assolutamente omogeneo e gradevole..." Traditional Arranged - 2002 |
| Last Updated (
Tuesday, 27 July 2004 ) |